11/07/2022


La Corte d'Appello di Bologna, confermando la sentenza del giudice di prime cure, rigettava l'impugnazione del lavoratore della sanzione disciplinare della sospensione per 30 giorni dal servizio e della retribuzione, irrogatagli dal datore di lavoro. In particolare, la Corte di Appello di Bologna giudicava inappropriati, scorretti e lesivi della dignità della persona i comportamenti tenuti dal lavoratore nei confronti di una stagista. Avverso tale decisione il lavoratore ha proposto ricorso per Cassazione. La Suprema Corte ritiene immune da vizi l'iter argomentativo della Corte territoriale in quanto coerente con i criteri generali ed astratti da applicare al caso concreto. Nello specifico viene confermata la proporzionalità della sanzione rispetto all'accaduto, da un lato, in quanto la durata della sospensione inflitta (30 giorni) si colloca decisamente al di sotto della media tra il minimo (11 giorni) e il massimo (6 mesi) previste dal regolamento aziendale; dall'altro, in quanto la gravità degli atti lesivi alla dignità della persona posti in essere dal lavoratore è derivata una lesione dell'immagine dell'ente, anche in considerazione della giovane età della stagista coinvolta. In merito all'applicabilità della norma disciplinare rispetto ai destinatari della tutela (altri dipendenti o utenti), la Suprema Corte osserva che al dipendente è da assimilare lo stagista. Ciò in quanto non c'è alcuna ragione per cui debbano restare al di fuori di tale precetto comportamenti contrari al rispetto della dignità di chi frequenta l'ambiente di lavoro per un percorso formativo. Per questi motivi la Cassazione rigetta il ricorso.


Dirigente amministrativo - Sanzione disciplinare - Sospensione dal servizio e dalla retribuzione - Comportamenti lesivi della dignità della persona -Proporzionalità della sanzione -

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