29/12/2025


Una sentenza della Corte Costituzionale ha segnato il punto di svolta: se il patto è geneticamente nullo – privo di forma scritta, senza mansioni definite o stipulato non contestualmente all’assunzione – il recesso non è più uno scioglimento ‘in prova’. Diventa un licenziamento privo di giustificazione, e il lavoratore ha diritto non solo all’indennità ma alla reintegra attenuata”, dice l’avvocato. La Cassazione ha già applicato questo principio in un caso recente: “Un impiegato licenziato per mancato superamento della prova è stato reintegrato, perché il patto era nullo. La datrice di lavoro è stata condannata anche al risarcimento fino a dodici mensilità


patto di prova

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